Passeggiare nel centro storico di Lecce è una camminata da compiere col naso all’insù, per ammirare tutti i monumenti che la città pugliese può regalare.

Lecce è sicuramente una delle città più belle del Salento. Da molti è considerata la Firenze del Sud, grazie al suo incredibile patrimonio artistico e culturale capace di catturare e incantare gli occhi e il cuore di ogni visitatore.

La città vanta un ricco patrimonio artistico e monumentale di grande prestigio.

È al periodo barocco che appartengono le opere monumentali più note. Tra queste, sicuramente è impossibile non annoverare la Basilica di Santa Croce.

È proprio in questa Basilica che lo stile barocco si è espresso nella sua magnificenza.

Considerata da sempre punto di fusione tra Rinascimento e Barocco, la Basilica si trova nel centro storico della città, in Via Umberto I.

Andiamo a scoprirne la storia travagliata.

Basilica di Santa Croce: cenni storici

La Basilica di santa Croce, chiesa conventuale dei Celestini, vide apporre la sua prima pietra nel lontano 1353, ma la sua costruzione si interruppe quasi subito, a causa della morte del suo mecenate, Gualtiero Di Brienne.

I lavori ripresero solo nel 1549 grazie agli architetti Gabriele Riccardi, Giuseppe Zimbalo e Cesare Penna, tutti leccesi, e grazie alla collaborazione delle mani preziose di intagliatori e scalpellini.

L’impianto generale della basilica fu redatto da Gabriele Riccardi, che ultimò l’ordine inferiore della chiesa nel 1582 e a cui viene comunemente attribuito l’interno trinavato dell’aula liturgica.

Qualche anno dopo, nel 1606, spettò all’architetto Francesco Antonimo Zimbalo la realizzazione del portale maggiore, al quale aggiunse una doppia coppia di colonne corinzie e in alto lo stemma di Filippo III di Spagna, attorniato da quello di Maria D’Enghien sulla sinistra e di Gualtiero VI di Brienne Duca di Atene sulla destra.

Al completamento dell’opera lavorarono successivamente Cesare Penna e Giuseppe Zimbalo.

Al primo è dovuta la costruzione della parte superiore della facciata e dello stupendo rosone, al secondo va probabilmente attribuito il fastigio alla sommità della struttura.

La Chiesa di Santa Croce fu terminata solo nel 1699 e e ha visto l’avvicendarsi di tre generazioni di architetti e maestranze.

Gli effetti di questo avvicendarsi di mani e lavori sono evidenti nell’ambiguità stilistica della facciata, cinquecentesca nella parte inferiore e seicentesca in quella superiore.

L’ordine dei Celestini amministrò la basilica, risiedendo nel palazzo accanto, fino al 13 febbraio 1807, quando le leggi emanate da Giuseppe Bonaparte decretarono la soppressione definitiva degli ordini monastici nel Regno di Napoli.

A partire dal 1833, la Basilica fu affidata alla Confraternita della Santissima Trinità dei Pellegrini, ospite fino ad allora presso l’Ospedale – Ospizio di S. Giovanni di Dio.

Nel 1906 il Consiglio Superiore delle Belle Arti dichiarò la chiesa di S. Croce a Lecce “monumento nazionale.”

 

Basilica di Santa Croce: struttura

La descrizione della struttura della Basilica di Santa Croce in Lecce sarà suddivisa, per comodità espositiva, in due parti:

  • parte inferiore della Chiesa;
  • parte superiore.

Partiamo dalla prima ed andiamo a scoprire il velo sulla sua imponente struttura.

 

Parte inferiore della facciata della Basilica di Santa Croce

La parte inferiore della facciata, caratterizzata da sei colonne a fusto liscio con capitelli zoomorfi, è opera di Gabriele Riccardi, il protiro a colonne binate e i portali laterali si devono a Francesco Antonio Zimbalo, mentre la parte alta del prospetto è opera di Cesare Penna.

La trabeazione è sormontata da una successione di telamoni raffiguranti figure grottesche o animali fantastici e allegorici che sorreggono la balaustra, ornata di tredici putti abbracciati alla corona, simbolo del potere temporale, e alla tiara, emblema di quello spirituale.

Il portale principale è incorniciato da un protiro a colonne binate di pregevolissima fattura, poggiate su un basamento ruotato di 45° che introduce nella statica facciata inferiore un elemento di movimento, tipico del barocco.

 

Parte superiore della facciata della Basilica di Santa Croce

L’elemento di maggior pregio dell’ordine superiore è il raffinato rosone barocco, tra i più pregevoli, raffinati ed eleganti che la storia dell’arte moderna possa ricordare.

Ai lati del rosone, in due nicchie, sono collocate le statue di San Benedetto e di San Celestino V°.

Nascosto tra le foglie d’acanto del rosone centrale, alle ore nove, gli occhi più arguti potranno scorgere il profilo di un uomo, con un grande naso.

Secondo molti studiosi, sarebbe l’autoritratto dell’architetto Cesare Penna.

Il volto è circondato da fiamme, leoni, pellicani e melograni.

Le personificazioni delle virtù concludono longitudinalmente l’impianto del secondo ordine.

Ai lati del rosone due leoni reggono un cartiglio con la data 1646.

Il significato della facciata di Santa Croce è da ricercarsi nel trionfo della Croce sui pagani: i musulmani sorreggono la balconata e rappresentano gli infedeli.

Il riferimento storico è ai pirati turchi sconfitti a Lepanto nel 1571.

 

Basilica di Santa Croce: interno

L’assetto interno originario della chiesa a cinque navate oggi risulta poco visibile per via dell’aggiunta delle cappelle, avvenuta nel Settecento.

La pianta della Basilica è a croce latina.

La navata centrale, molto più alta rispetto a quelle laterali, termina in fondo con un’abside con copertura a raggiera e in alto con un soffitto a cassettoni dorati.

Sui muri del presbiterio si trovano gli altari della Trinità e di S.Francesco di Paola, da un lato, e l’altare della Croce opera di Cesare Penna, dall’altro.

In fondo alla navata centrale, si può ammirare il raffinato altare maggiore incorniciato da un maestoso portale con in alto lo stemma della famiglia Adorni.

L’altare fu prelevato nel 1956 dalla Chiesa dei santi Niccolò e Cataldo, in occasione del XV congresso eucaristico nazionale, tenutosi a Lecce proprio in quell’anno.

Sedici sono in totale gli altari presenti nella Chiesa.

Il primo è l’altare che accoglie la tela di Sant’Antonio con l’apparizione del Bambino, seguono un affresco del XVI secolo con la Madonna di Costantinopoli, una tela con la Natività, le raffigurazioni di San Michele Arcangelo, San Filippo Neri e S. Antonio da Padova, un quadro di S. Oronzo e la rappresentazione panoramica di Lecce che rappresenta un ex-voto del 1743.

La Basilica di santa Croce è un gioiello di storia nel cuore della Puglia, da ammirare e guardare sognanti, provando ad immaginare i fasti del tempo che le hanno dato vita.