La Colonna Traiana è un monumento che all’epoca dei romani fu innalzato nella Capitale al fine di celebrare, da parte dell’imperatore Traiano, la conquista della Dacia. Quella Traiana è la prima colonna coclide che sia stata mai innalzata nella storia per quello che è un monumento onorario che è stato inventato proprio dai romani. Dal punto di vista realizzativo, la Colonna Traiano si presenta come una grande colonna isolata che, decorata da un fregio, contiene al suo interno una scala a chiocciola. Dopo la Colonna Traiana Roma, nel 113, fu poi realizzata nel 192, sempre nella Capitale, la colonna di Marco Aurelio.

Altre colonne con scala a chiocciola sono quelle di Costantinopoli e, precisamente, la colonna di Teodosio, la Arcadio del V secolo e la Colonna di Giustiniano del 543, ma queste sono state tutte distrutte e ad oggi rimangono come prova della loro realizzazione solo dei disegni rinascimentali. La Colonna Traiana è stata realizzata in un piccolo cortile del Foro di Traiano e precisamente alle spalle della Basilica Ulpia dove ai lati si presume fossero presenti due bliblioteche. L’antica colonna di Roma, come sopra accennato, fu inaugurata nel 113, e precisamente in data 12 maggio in accordo con quanto è emerso dall’iscrizione dei Fasti ostienses, e con il suo lungo fregio spiraliforme che racconta e che descrive le guerre di Dacia di qualche anno prima, e precisamente del periodo tra il 101 ed il 106.

Per la descrizione, che con il fregio spiraliforme va ad avvolgere tutto il il fusto della colonna, probabilimente ci si basò sull’esperienza diretta dell’artista che la realizzò e forse pure sui Commentarii di Traiano che però nel tempo sono andati perduti. Nonostante col tempo fossero andati in rovina tutti altri edifici del complesso traianeo, la Colonna riuscì sempre a rimanere in piedi e questo anche grazie al fatto che, in accordo con un documento del Senato medievale che risale al 1162, l’opera venne considerata di proprietà pubblica con la conseguenza che era severamente vietato e proibito il danneggiamento.

Colonna Traiana descrizione

La Colonna Traiana di Roma ha un’altezza pari a cento piedi romani, e per questo viene definita di tipo ‘centenario’ e composta da ben 18 colossali blocchi in marmo pario, quello maggiormente utilizzato per le opere di scultura in epoca greca e romana, e proveniente dalle cave nell’isola di Paros, in Grecia. Nella Colonna Traiana il fregio a spirale si arrotola intorno al fusto per ben 23 volte come se fosse un rotolo di papiro nell’andare a descrivere oltre 100 scene per un totale di circa 2.500 figure. Le scene presenti non sono tutte di esaltazione per la conquista della Dacia, ma ci sono alternati pure momenti drammatici e solenni oltre a tante scene di cerimoniali. Salomon Reinach, che fu archeologo e storico francese, ma anche specialista di storia delle religioni, ha identificato nella Colonna Traiana ben 114 scene partendo all’inizio dalle fortificazioni romane lungo il Danubio e fino ad arrivare alla presa dell’ultima fortezza dacica.

Per realizzare la Colonna Traiana è stato necessario far leva su una grande organizzazione e sul pieno coordinamento delle maestranze considerando che ogni blocco di marmo, avente un peso pari all’incirca a ben 40 tonnellate, non solo doveva essere messo uno sopra l’altro, ma la posizione doveva essere tale da far combaciare perfettamente i rilievi che descrivono tutte le scene legate alla conquista della Dacia. Così come si presume che prima della sua collocazione la scala a chiocciola intera sia stata preventivamente già scavata. Nei rilievi Traiano nella Colonna compare per ben 59 volte ma mai viene raffigurato come avente capacità sovrumane e mai con adulazione. E questo perché i rilievi della Colonna Traiana sono più che altro finalizzati a documentare la conquista della Dacia e ad immortalare l’Imperatore Traiano esaltandone la sua saggezza, la sua abilità al comando unitamente a quelle che al tempo furono le sue capacità militari.

Opere ispirate alla Colonna Traiana

In tutto il mondo, ed in epoche assai più tarde rispetto a quella realizzata a Roma, la Colonna Traiana è stata fonte di ispirazione per la realizzazione di monumenti dello stesso tipo a partire da quella che, nel 1810, venne innalzata in Place Vendôme a Parigi. Trattasi, nello specifico, della Colonna Vendôme fortemente voluta da Napoleone I, dopo la Battaglia di Austerlitz, rifacendosi esplicitamente a ‘quella innalzata a Roma, in onore di Traiano’.

Tra gli altri monumenti ispirati alla Colonna Traiana, e realizzati in Italia, ma anche in Europa e negli Stati Uniti, spiccano il campanile di San Massimo all’Adige a Verona, la Colonna del Congresso a Bruxelles, la colonna del monumento a George Washington, che si trova a Baltimora, i campanili gemelli della chiesa di San Carlo Borromeo di Vienna, e la Colonna Astoria ad Astoria, nella contea di Clatsop dello Stato dell’Oregon. Nel complesso, ed in ogni suo aspetto, con la Colonna Traiana l’arte romana, sebbene in stretta continuità con il passato, raggiunse il culmine per quel che riguarda un’espressione artistica nata e sviluppatasi in piena autonomia, ed anche per questo l’opera di conseguenza fu per secoli motivo di imitazione e di ispirazione per l’architettura in tutto il mondo.

Come arrivare alla Colonna Traiana

Per chi vuole arrivare alla Colonna Traiana a Roma, che si trova in Via dei Fori Imperiali, con la metropolitana basta prendere la Linea B oppure la B1 scendendo alla fermata ‘Colosseo’. Dopodiché basterà percorrere a piedi Via dei Fori Imperiali in direzione Piazza Venezia. Chi invece in metropolitana sale sulla Linea A basta scendere alla fermata ‘Spagna’ e poi percorrere a piedi via dei Condotti fino a svoltare a sinistra per Via del Corso. Dopodiché per arrivare alla Colonna Traiana occorre percorrere Via del Corso fino a Piazza Venezia e successivamente proseguire su Via dei Fori Imperiali per un breve tratto. Ci sono inoltre tante linee bus che a Roma fermano alla Colonna Traiana o nelle vicinanze a partire dalla linea 40 e passando per la 63, 64, 70, 75, 81, 87, 95, 160. Ed ancora le linee Bus 170, 204, 628, 630 e 716.

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