Lecce, città aristocratica dall’eccesso stilistico, dai profumi mediterranei di limoni e gelsomini, dall’animo spirituale ed intellettuale, soprannominata la “Atene delle Puglie” per la ricchezza ed abbondanza dei suoi monumenti, nonché la “Firenze del Sud” per l’arte Barocca, nello stile seicentesco locale.

Un museo a cielo aperto, tra i più affascinanti d’Italia, perla di quel Salento così meravigliosamente scenografico, città che incarna le arti di tutto il territorio, dai palazzi nobiliari alle chiese, dai conventi alle cappelle, ai santuari ed altre architetture civili. Vediamo insieme una decina di suggerimenti per altrettanti punti strategici da non perdere nella magia del capoluogo salentino.

  1. Piazza Sant’Oronzo: non si può non partire dal cuore della città, scenografica e maestosa, un vero salotto centrale, vanto di tutti i leccesi e meraviglia per tutti i turisti. Si può vedere il maestoso Anfiteatro Romano del II secolo, la seicentesca Colonna di Sant’Oronzo, il “Sedile”, cioè il Palazzo del Seggio, e le chiese di San Marco e Santa Maria delle Grazie.
  2. Castello: nei pressi di Piazza Sant’Oronzo sorge quello che è conosciuto come il Castello di Carlo V. Grazie al volere dell’imperatore asburgico, infatti, dal 1539 fu costruita questa fortezza inespugnabile, capace di resistere agli attacchi dei Turchi. I lavori di costruzione furono affidati a Gian Giacomo dell’Acaya, ingegnere generale del Regno di Napoli. Dal 2010 è sede del Museo della Carta Pesta.

3.Basilica di Santa Croce: una delle più maestose Cattedrali d’Italia, è la massima espressione del Barocco di Lecce. Simbolo della città, nel 1549 presero il via i lavori ad opera dei più importanti architetti salentini dell’epoca, che terminarono nel 1699. Sfarzosa, ricchissima, con una facciata dagli ornamenti unici al mondo, è fra le opere monumentali più rilevanti del patrimonio artistico nazionale

  1. Piazza Duomo: d’incredibile meraviglia, dovuta all’arte di altri grandi architetti del Barocco leccese, fra cui Giuseppe Zimbalo, detto “lo Zingarello”. Chiusa su tre lati, dispone di una sola entrata all’incontro tra le due vie attigue. Nel cuore della città vecchia, regala ancor più magia con le luci della sera. Si ergono, oltre al Duomo, l’altissimo campanile di 72 metri, il Palazzo Vescovile e il Seminario.
  2. Chiesa di San Nicolò dei Greci: sempre in centro, vicino a Santa Croce, troviamo la piccola Chiesa di San Nicolò dei Greci, costruita in stile neoclassico nel 1765 per i mercanti greci e albanesi, sui resti di una chiesa romanica. Ricca di elementi bizantini, ancora oggi si svolgono celebrazioni di rito greco-ortodosso.
  3. Convitto Palmieri: riaperto dopo cinque anni di restauro e un investimento di quasi 8 milioni di euro, questo gioiello leccese è risorto in una nuova veste. L’immobile francescano, che rappresenta il polo culturale più ampio del Sud d’Italia, è ricco di sale di lettura multimediali e comprende anche un grande giardino e una serie di cortili, con chiostri splendidamente recuperati.
  4. Chiesa di Santa Chiara: la sua facciata è un trionfo di motivi vegetali che circondano lo stemma dell’ordine delle Clarisse, che ascoltavano la messa dalle grate sopra agli altari, visibili all’interno. Bellissime le statue lignee, ricordo della scuola napoletana. Fuori dalla chiesa, l’amabile piazzetta che, nelle sere d’estate, pullula di leccesi e turisti per l’aperitivo o una cenetta tipica nei tanti locali intorno.
  5. Teatro Romano: da non confondere con l’anfiteatro, risulta un po’ nascosto, ma basta seguire la strada che fiancheggia il lato sinistro della Chiesa di Santa Chiara per trovare l’arena di 18 mt, che ospitava fino a 5.000 spettatori. A ridosso, troviamo il Must, museo storico della città, ospitato in uno splendido monastero del ‘400.
  1. Le 3 Porte Cittadine: splendidi esempi monumentali per gli ingressi storici nella città, sono rappresentate dalla Porta Rudiae, del 1703, dove spiccano la statua di Sant’Oronzo e i busti dei fondatori della città; Porta Napoli, del 1548, su modello di un arco di trionfo romano, al di là della quale troviamo un obelisco in onore di Ferdinando I, Re di Spagna e Porta San Biagio, la più elegante, con le colonne lisce e l’iscrizione latina.
  2. Teatro Paisiello: non è certo il principale o il più grande, che invece è il Politeama Greco, ma questo Teatro è una vera e propria bomboniera, una piccola e antica meraviglia di gusto neoclassico. Con soli 320 posti a sedere, tre file di palchi e una galleria, ogni anno ospita il Maggio Musicale Salentino. Grande protagonista in città, organizza sempre stagioni di richiamo, con cartelloni interessanti, dalle opere di Puccini a quelle di Pirandello. E’ dedicato al musicista tarantino Giovanni Paisiello.

E potremmo continuare a lungo, poiché le bellezze cittadine e le curiosità su Lecce sono infinite: ma Lecce significa anche peccati di gola, bontà sopraffine, golosità e stuzzicherie, dolci e salate. Come non consigliarvi, per esempio, il pasticciotto, il dolce tipico. Si tratta di una forma di pasta frolla farcita di crema pasticcera e fatta dorare in forno. Ottimo se consumato ancora tiepido, appena sfornato.

Passando ai primi piatti, imperdibili ciciri e tria, pasta fritta condita con un gustoso sugo a base di ceci, le sagne ‘ncannulate, tagliatelle al sugo di pomodoro, foglie di basilico e ricotta, e poi un vero e proprio must della cucina pugliese, le orecchiette, qui solitamente abbinate ad un condimento di pomodoro e ricotta forte di pecora, oltre alle tradizionali cime di rapa.

Per secondo, vi possiamo consigliare le municeddhe, piatto fra i più rappresentativi della cucina tradizionale leccese, a base di lumache (nella seconda settimana di agosto, a Cannole, un piccolo paesino della provincia, potreste anche partecipare alla “Sagra della municeddha”). Se amate la carne, dovete assaggiare i turcinieddhi, involtini di interiora di agnellino o capretto insaporiti con erbe e spezie, e gli straccetti di cavallo al sugo, altro tipico piatto della zona. Ottimo anche il galletto di Sant’Oronzo, preparato in occasione del Patrono della città, che cade il 26 Agosto, cotto in umido e condito con salsa di pomodoro.

Per quanto riguarda il pane, suggeriamo la puccia, simbolo della tradizione culinaria di Lecce, di grano duro, in soffice forma rotonda; l’uliata, simile ma con l’aggiunta di olive leccesi in salamoia; i pizzi, pane tipico con pomodoro, cipolla, olive nere e olio, ed infine la pitta di patate, una fragrante focaccia di patate ripiena.