Vi state domandando cosa visitare a Ravenna? Fra le città della Romagna Ravenna è sicuramente una delle più meravigliose.

I suoi monumenti e la maggior parte dei capolavori d’arte sono localizzati nel centro storico della città, questo per dirvi che se avete pochi giorni per fare il turista in questo luogo, riuscirete ugualmente ad “innamorarvi”.

Cosa vedere a Ravenna

Questa stupenda città ospita tantissime sculture ed grazie a loro, da anni Ravenna è famosa in tutto il mondo.

Basilica di San Vitale a Ravenna

La Basilica di San Vitale di Ravenna, una tra le costruzioni da vedere, è un allegria di colori, un arte meravigliosa da non lasciarsela sfuggire. Sto parlando di uno dei monumenti più rilevanti dell’arte paleocristiana italiana dove sono custoditi dei mosaici esclusivi in tutto il mondo.

Qui l’arte orientale è in grado di superare tutte le vette artistiche, sia a livello architettonico, sia in quello decorativo. La struttura della basilica di San Vitale di Ravenna, con la sua pianta ottagonale e le otto colonne a supporto della cupola, attraggano tantissimi turisti.

Fondata su ordine del vescovo Ecclesio, consacrato nel 548 dall’arcivescovo Massimiano è nota principalmente per la bellezza dei suoi mosaici, che richiamano lo sguardo verso l’alto, ma mantiene le originali opere anche sulla sua pavimentazione.

Basilica di san vitale
Basilica di san vitale

Il Mausoleo di Galla Placida

Il Mausoleo di Galla Placida all’esterno compare naturale e austero ma, appena entrate, rimanete affascinati dalla sua ricchezza di colori e disegni. In pochi metri quadrati esso cela mosaici di una smisurata bellezza. Il nome Galla Placidia nasce da quello della sorella dell’Imperatore Onorio a cui il Mausoleo fu indirizzato.

Considerato l’uso funerario del posto, il tema fondamentale dei mosaici propongono quello della vittoria della vita sulla morte. Il mosaico che colpisce in modo forte il turista è quello del cielo stellato, riprodotto sulla volta del Mausoleo, una rappresentazione che difficilmente si dimentica.

mausoleo di galla placida
Mausoleo di galla placida

Basilica di San Francesco a Ravenna

La Basilica di San Francesco, è rivolta ai SS. Apostoli e poi a San Pietro, questa risale alla metà del V secolo d.C. La Basilica è una chiesa molto antica ed è un’opera d’arte medioevale. A renderla ancora più speciale però non sono solo le torri campanarie, i mosaici e gli affreschi del ‘300, ma una cripta molto caratteristica che, inondata dall’acqua, oggi è una piscina limpida dove troviamo dei pesciolini rossi.

 

Basilica di San Francesco ravenna
Basilica di San Francesco ravenna

La Chiesa di Sant’Apollinare Nuovo

La Chiesa di Sant’Apollinare Nuovo nasce al centro di Ravenna “da non confonderla con quella di Sant’Apollinare in Classe, alla periferia della città” questa opera racchiude il più grande ciclo di mosaici che vi sono al mondo. La facciata esterna timpanata, si mostra con un semplice porticato di marmo, ma una volta che entri nella Chiesa, davanti ad i tuoi occhi scopri un mondo magico che rapisce.

La decorazione musiva originaria è in ottimo stato, l mosaico si riferisce al Nuovo Testamento e parla della vita di Cristo e quella di Santi e Profeti del momento.

Chiesa di Sant’Apollinare Nuovo
Chiesa di Sant’Apollinare Nuovo

Basilica di Sant’Apollinare in Classe

La Basilica di Sant’Apollinare in Classe si trova un pochino distante dalla città di Ravenna, a circa 8 chilometri dal centro urbano. Fra le Basiliche che potrai vedere a Ravenna questa è senz’altro quella più imponente. Questo Tempio si dice che rappresenta il più grande esempio di Basilica Paleocristiana.

Tuttora oggi essa mantiene il suo incanto e lascia senza fiato i tantissimi ospiti che gli fanno visita, per gli splendidi mosaici policromi presenti nell’abside che narrano la figura di Cristo accerchiato dai quattro Evangelisti e dagli Apostoli, come un branco di pecore attorno al suo pastore. I colori sembrano che giocano fra loro, tra l’azzurro e il blu del cielo e il verde del paesaggio è veramente un effetto stupendo.

Basilica di Sant’Apollinare in Classe

La tomba di Dante a Ravenna

Ravenna ospita anche la Tomba di Dante Alighieri vicino alla Basilica di San Francesco. Il Sommo Poeta, è morto in Romagna precisamente a Ravenna la notte tra il 13 ed il 14 settembre del 1321. La piccola costruzione, in stile neoclassico, fu innalzata nel 1780 dall’architetto Camillo Morigia per volontà del Cardinale Legato Luigi Valenti Gonzaga, il cui stemma oltrepassa la porta d’ingresso.

Sul muro di fondo dell’interno, tutto è rivestito di marmi, c’è l’arca cimiteriale che custodisce le ossa di Dante Alighieri, sulla cui facciata è intagliato l’epitaffio latino dettato da Bernardo Canaccio nel 1327. Al di sopra dell’urna si può vedere in bassorilievo la raffigurazione di Dante, in un momento di riflessione, con il suo un leggio. Questa illustrazione fu intagliata nel 1483 da Pietro Lombardi.

La tomba di Dante a Ravenna

Teatro Dante Alighieri

Nell’Ottocento, dopo il degrado nel quale si trovava il Teatro Comunitativo, si decise di realizzare un nuovo teatro, nei pressi di Piazzetta degli Svizzeri. I due progettisti che si occuparono del progetto dell’edificio furono Tomaso e Giovan Battista Meduna, che in quegli anni si erano occupati anche del restauro del Teatro della Fenice di Venezia.

L’edificio è stile neoclassico, riprendendo lo stile veneziano. Il Teatro Dante Alighieri, si trova su due piani. Su la facciata possiamo contemplare un bellissimo pronao aggettante, mentre sul lato che dà sulla piazzale sono presenti due nicchie, che incorporano finestre e porte d’ingresso.

Teatro Dante Alighieri

Duomo di Ravenna

L’edificio sacro più importante di Ravenna è indubbiamente il Duomo, creato da Gianfranco Buonamici nel XVIII secolo. Il monumento riproduce la planimetria dell’antica cattedrale, rivolta alla Santa Resurrezione. Della originaria cattedrale sappiamo ben poco, se non che mostrava già un’abside semicircolare nella parte esterna, e poligonale all’esterno.

Vi dico questo poiché, forse non tutti sapete, che l’edificio del Duomo ha subito un intervento radicale accaduto nel XVIII secolo, in quanto l’antica cattedrale fu demolita. L’attuale Duomo di Ravenna si appoggia sopra l’antica basilica Ursiana, nome avuto dal fondatore Orso, il patriarca che trasferì a Ravenna la sede vescovile.

La prima pietra fu appoggiata nel 1734, ma logicamente prima fu eseguita la demolizione parziale dell’antica chiesa. In stile barocco, il monumento fu benedetto nel 1749, dopo la fine dei lavori.

Quando vi fu la demolizione del precedente edificio, luogo di culto dei religiosi, tante persone non furono pienamente d’accordo, ed ancora oggi tanti amanti delle opere d’arti commentano questa azione in modo negativo. Difatti, i contrasti per la scomparsa dei mosaici furono oggetto di lunghe polemiche. Attualmente è rimasta solo qualche ornamento di mosaici, come la testa di San Barbaziano.

Duomo di Ravenna

 

Domus dei Tappeti di Pietra a Ravenna

La Domus dei Tappeti di Pietra a Ravenna è uno fra più considerevoli luoghi di archeologia italiani. Questa è stata inaugurata dal Presidente dea Repubblica Carlo Azeglio Ciampi nell’ ottobre 2002, e di conseguenza aperta al pubblico.

La Domus dei Tappeti di Pietra si trova all’interno della settecentesca Chiesa di Santa Eufemia, in un grande habitat sotterraneo posizionato a circa 3 metri sottoterra. Questa opera d’arte è formata da quattordici ambienti con una bellissima pavimentazione con mosaici policromi e marmi, tali pare che siano essere di proprietà di un stabile privato bizantino del V-VI secolo.

I mosaici decorati sono di una bellezza straordinaria, composti da elementi geometrici, floreali e figurativi, definiti unici, da molte persone competenti.  Quindi, da non dimenticare di andare a visitare la “Danza dei Geni delle Quattro Stagioni”, rarissima raffigurazione che esposizione i Geni ballare in cerchio oppure come per la figura del “Buon Pastore”, immagine in una versione diversa dalla consueta riproduzione cristiana.


Domus dei Tappeti di Pietra A Ravenna

Cappella di Sant’ Andrea

Venne costruita come oratorio riservato per i vescovi ortodossi in piena età teodoriciana, la Cappella di Sant’ Andrea è il solo monumento ortodosso prodotto quando vi era il Re Teodorico, ed è l’unica cappella arcivescovile paleocristiana arrivata completa, senza nessun ritocco da parte di noi popolo moderno, sino ad i giorni contemporanei.

Attualmente è ubicata al primo piano del Palazzo Arcivescovile “oggi ufficio del Museo arcivescovile”. Lei si mostra con una pianta a forma di croce, composta di un vestibolo totalmente marmoreo, mentre la parte inferiore è piena di mosaici di straordinaria unicità.

In varie immagini pitturate è molto palese il messaggio anti-ariano che raffigura il Cristo Guerriero, con la Croce sulla spalla, nel momento che schiaccia le belve dell’eresia, atto di rivendicazione dottrinale contro l’allora regnante governo politico dell’ariano Teodorico.

Cappella di Sant’ Andrea

La Rocca Brancaleone di Ravenna

La Rocca Brancaleone fu realizzata dai veneziani dal 1457, il suo obiettivo era di fortificare le difese della città sul lato nord-est della medesima, per di più doveva essere adoperata come protezione in caso di una rivolta civile dei ravennati. La fortezza fu costruita anche sulle rovine della chiesa di S. Andrea dei Goti creata da Teodorico. Il disegno fu compiuto da Vitale Lando e Giacomo Corner sotto la direzione di Giovanni Francesco da Massa.

La Rocca Brancaleone di Ravenna

 

La Casa delle Marionette a Ravenna

Un’altra opera d’arte da non poter non visitare a Ravenna è senz’altro la Casa delle Marionette, che accoglie la Collezione Monticelli, di proprietà dell’omonima stirpe, famoso per essere qualificata in spettacoli per marionette, ma non solo, infatti con il passare degli anni, si sono dedicati anche le commedie con burattini. Nelle varie stanze del Museo, oltre ad i burattini e marionette, sono presenti anche le scenografie, materiale degli spettacoli con i loro copioni scritto a mano. Fra le molteplici marionette e burattini evidenzia spiccano diverse maschere caratteristiche della tradizione emiliana.

La Casa delle Marionette a Ravenna

Museo degli Strumenti Musicali a Ravenna

La raccolta abbraccia circa trecento esemplari accuratamente mantenuti e assolutamente funzionanti. Piani a cilindro, organi a cilindro da trasportare “era possibile portarli a spalla”, pianoforti pneumatici a rullo di carta, giganti organi da fiera a cartoni forati, cassette musicali a disco o a cilindro, piani melodici.

Fra gli strumenti musicali più importanti e particolari vi segnalano due antichi Floetenhuren “orologio a flauto” della fine del Settecento, e diversi grandi organi da fiera, questi erano in grado di duplicare il suono di strumenti diversi; due unici Phonolizt Violina, strumenti che fondevano al suono del pianoforte quello di diversi violini automatici. Chiudono la raccolta circa cento fra grammofoni e fonografi.

Una curiosità: Marini compera i primi strumenti musicali meccanici negli anni Cinquanta, mosso dalla sua passione per la meccanica e dagli interesse per le soluzioni tecniche ideate dai costruttori di questi caratteristici prodotti musicali. Successivamente apre a Savio, sulla costa romagnola, un museo agli inizi degli anni Settanta. Trasferendo tutti gli oggetti in questo luogo.

Museo degli Strumenti Musicali