Il Maschio Angioino, che è detto anche Castel Nuovo, è uno dei simboli della città di Napoli. Trattasi, infatti, di uno splendido castello medievale e rinascimentale la cui costruzione risale al 1266 su iniziativa di Carlo I d’Angiò. Una parte del nucleo antico della costruzione al giorno d’oggi è riemerso grazie solo all’esplorazione archeologica ed agli interventi di restauro. In particolare, quel che rimane della fortezza angioina sono le mura, alcune torri e la Cappella Palatina. Come sopra accennato, il Maschio Angioino viene chiamato pure Castel Nuovo, al tempo ‘Castrum Novum’, al fine di distinguerlo dal Castel dell’Ovo e dal Castel Capuano che a Napoli sono più antichi.

Il periodo degli Angioini e degli Aragonesi

Durante il periodo degli Angioini il Castel Nuovo era un importante centro di cultura al punto che vi soggiornarono letterati ed artisti del calibro di Petrarca, Boccaccio e Giotto, mentre con la successione da Roberto d’Angiò agli Aragonesi, con a capo Alfonso I, la struttura perse quelle che erano le sue caratteristiche di dimora residenziale per trasformarsi in tutto e per tutto in una moderna fortezza al fine di renderla idonea alle esigenze belliche del tempo. Non a caso, al fine di celebrare quello che fu il suo vittorioso ingresso a Napoli, Alfonso I all’esterno del Castel Nuovo, tra la Torre di Mezzo e quella di Guardia, fece innalzare il grandioso Arco di Trionfo.

I Francesi ed il periodo vicereale al Castel Nuovo

A prendere poi il posto degli Aragonesi, anche se per poco tempo, furono i Francesi a precedere il periodo vicereale, ovverosia quello dei viceré spagnoli ed austriaci. Siamo in particolare nel periodo che va dal 1503 al 1734 quando la destinazione d’uso del Castel Nuovo è stata prettamente militare con la conseguenza che le strutture difensive vennero ulteriormente modificate e rafforzate.

Maschio Angioino, il periodo di Carlo III di Borbone e gli interventi del Comune

Carlo III di Borbone, dopo aver sconfitto nel 1734 l’imperatore Carlo VI, fece poi costruire attorno alla fortezza numerose abitazioni e tante fabbriche e depositi. Solo nel primo ventennio del XX secolo, da parte del Comune di Napoli, iniziarono poi i lavori finalizzati ad isolare il Maschio Angioino dalle strutture circostanti in modo da far recuperare da un lato alla fortezza il suo valore a livello storico e monumentale, e dall’altro alla piazza antistante una corretta destinazione d’uso. Ai giorni nostri il Castel Nuovo si presenta a Napoli come un complesso monumentale ad uso culturale con annessa, tra l’altro, la sede del Museo Civico.

La Cappella Palatina e la Sala dei Baroni

La Cappella Palatina  è l’unico elemento del Maschio Angioino che rimane della struttura trecentesca con l’architettura rigorosamente gotica e con gli affreschi in parte realizzati anche da Giotto. Nella Cappella Palatina spiccano pure alcune sculture, e tra queste quella di Domenico Gagini che è rappresentata dal Tabernacolo con la Madonna e il Bambino.

La Sala dei Baroni è invece la sala principale del Maschio Angioino che prese tale nome nel 1487, e che è collocata all’angolo della torre di Beverello. La Sala è ampia ben 26 metri per 28 ed ospita, tra l’altro, due bassorilievi dove sono raffigurati il corteo trionfale di Alfonso d’Aragona e l’ingresso del Re nel castello.

La Sala dell’Armeria, le Cappelle e le Prigioni

Al livello inferiore rispetto alla sala dei Baroni, ed a sinistra della Cappella Palatina, al Castel Nuovo di Napoli si trova la Sala dell’Armeria dove, tra l’altro, attraverso un pavimento in vetro è possibile ammirare alcuni reperti archeologici che, risalenti all’epoca romana, sono stati rinvenuti nel cortile del complesso monumentale solo durante alcuni lavori di restauro.

Oltre alla Cappella Palatina al Maschio Angioino sono presenti pure la Cappella delle Anime del Purgatorio, dove al tempo ai condannati a morte, prima di essere giustiziati, venivano offerti i sacramenti, e la Cappella di San Francesco di Paola che è accessibile dalla Sala Carlo V. Le Prigioni del Castello sono invece rappresentate da due ambienti sotterranei che si trovano nello spazio sottostante la Cappella Palatina. Trattasi, nello specifico, della ‘prigione della congiura dei Baroni’ e della ‘fossa del miglio’ che è più comunemente conosciuta come la ‘fossa del coccodrillo’.

Come raggiungere il Museo Civico in Castel Nuovo – Maschio Angioino

Per raggiungere il Museo Civico in Castel Nuovo – Maschio Angioino dal centro città basta prendere le autolinee urbane 202 ed R2, mentre dal Vomero si arriva al complesso monumentale con la Funicolare Centrale, e dalla zona Chiaia con la C25. In tram ed in metropolitana, invece, per arrivare al Museo Civico in Castel Nuovo – Maschio Angioino basta prendere la linea tranviaria 1 e la Linea 1 della metro.

Itinerario Museo Civico in Castel Nuovo – Maschio Angioino

Dal lunedì al sabato è possibile visitare il Museo Civico in Castel Nuovo – Maschio Angioino dalle ore 8,30 alle ore 19 con la biglietteria che chiude un’ora prima. L’itinerario museale per i visitatori prevede l’accesso alla Cappella Palatina o Santa Barbara, Pinacoteca e Collezione Jerace in Sala Carlo V al primo piano, Pinacoteca al secondo piano del Museo Civico, ed al terzo piano l’accesso alle sculture ed ai dipinti che provengono dalle collezioni del Comune di Napoli e dalle donazioni.

Eccetto per i giorni in cui c’è carenza di personale, nell’ambito dell’itinerario di visita,  all’interno del Museo Civico in Castel Nuovo – Maschio Angioino, sarà possibile accedere anche alla Sala dei Baroni, al Cortile Monumentale, alla Sala della Loggia con affaccio sugli arsenali, al percorso archeologico ex sala dell’Armeria e, su prenotazione, pure alla Torre del Beverello.

La domenica e nei giorni festivi, ad ingresso gratuito, e comunque di volta in volta mediante apposite comunicazioni, è invece possibile visitare solo il Cortile Monumentale, la Sala dei Baroni, il Percorso archeologico ex Sala dell’Armeria e la Sala della Loggia con affaccio sugli arsenali. Presso la biglietteria, in italiano ed anche in inglese, spagnolo e tedesco, per i turisti ed i visitatori del Museo Civico in Castel Nuovo – Maschio Angioino sono presenti dei depliants illustrativi del percorso museale a livello artistico, storico ed anche culturale.

CONDIVIDI