La Fontana di Trevi si trova a Roma, in Piazza di Trevi, ed è anche, oltre che una delle più grandi e note fontane della Capitale, una delle fontane più celebri al mondo. Per la realizzazione della Fontana di Trevi ci vollero ben 30 anni con i lavori che furono iniziati nel 1732 dall’architetto italiano Nicola Salvi dopo aver vinto un concorso indetto da Papa Clemente XII che fu il 246-esimo vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica dall’anno 1730 e fino alla sua morte. La Fontana di Trevi Roma fu progettata e realizzata in stile rococò con una parte di questa adagiata sul Palazzo Conti di Poli comunemente noto semplicemente come Palazzo Poli.

Per la costruzione della Fontana Trevi furono utilizzati tanti materiali, dal travertino al marmo e passando per gli intonaci, stucco e metalli con i lavori che nel 1762 furono completati da Giuseppe Pannini, architetto e scenografo italiano che lavorò a Roma nel periodo fra il tardobarocco ed il neoclassicismo. Complessivamente, per la realizzazione della Fontana di Trevi hanno lavorato almeno dieci scultori per quella che poi è diventata la scenografia ed anche il simbolo fondamentale della Roma papale. I lavori sono durati 30 anni per varie ragioni, tra cui quelle di natura economica in quanto i costi tendevano a lievitare, ma ci furono anche dispute riguardo a quello che doveva essere il progetto definitivo. Sono note al riguardo le liti tra Nicola Salvi e Giovanni Battista Maino, lo scultore al tempo incaricato dell’esecuzione della fontana.

Fontana di Trevi tra storia, tradizione, turismo e cinema

Su un cocchio a forma di conchiglia, la Fontana di Trevi raffigura l’oceano con il cocchio che, guidato da tritoni, viene trainato da cavalli marini con l’acqua che scorre grazie all’alimentazione dell’acquedotto dell’Acqua Vergine che è uno dei più antichi acquedotti romani. La tradizione vuole che, riguardo ai turisti che si recano alla Fontana di Trevi, con il lancio di una monetina all’interno ci si assicura il ritorno nella città eterna, mentre gettandone una seconda i single in cerca del grande amore possono aspirare a coronare il loro sogno. E con il lancio di una terza monetina si è sicuri di convolare presto a nozze. In base ad una delibera del Comune di Roma, è previsto che tutte le monetine lanciate dai turisti e poi recuperate vengano destinate nella Capitale alla Caritas. Contestualmente, anche se a volte qualche sprovveduto ci prova, è severamente vietato ed è sanzionabile il recupero personale non autorizzato delle monetine che si trovano dentro la Fontana di Trevi.

L’acqua di Trevi al giorno d’oggi si utilizza per alimentare le fontane e per l’irrigazione, ma da un’altra tradizione sul monumento emerge che in passato l’acqua era considerata tra le migliori della Capitale in quanto non era calcarea. Inoltre, quando il fidanzato partiva, le donne facevano bere al compagno un bicchiere d’acqua che poi veniva frantumato non solo in segno d’augurio per il suo ritorno, ma anche come segno di fedeltà.

La bellezza della Fontana di Trevi non è passata inosservata negli anni al mondo del cinema con ‘La dolce vita’ di Fellini che è l’opera cinematografica più rappresentativa. Nel film è infatti indimenticabile la scenda in cui Anita Ekberg, che è avvolta in un vestito nero, si bagna nelle acque della Fontana di Trevi chiamando Marcello Mastroianni. Il primo film in assoluto in cui la fontana di Trevi fu protagonista fu però una pellicola del 1954. Il film, diretto da Jean Negulesco, si intitolava ‘Tre soldi nella fontana’ nell’indicare proprio la fontana di Trevi. Il monumento torna poi ad essere protagonista nel 1961 con un film diretto da Camillo Mastrocinque. Trattasi di ‘Totòtruffa 62’, film con Totò che cercherà di vendere la fontana ad un ignaro e sprovveduto turista.

La Fontana di Trevi tinta di rosso

In segno di protesta contro il mercato globale, il 19 ottobre del 2007 l’attivista italiano Graziano Cecchini fu colui che fece diventare la Fontana di Trevi tinta di rosso dopo aver rovesciato nelle acque al suo interno un colorante a base di anilina. Nonostante i timori di danni alla fontana, questi non ci furono in quanto la sostanza immessa non era tale da intaccare i marmi del monumento che poi già la sera stessa venne ripulito e riportato al suo stato originario.

Restauro Fontana di Trevi

Ai giorni nostri la Fontana di Trevi ha una nuova illuminazione a seguito del completamento di lavori di restauro che sono iniziati nel mese di luglio del 2014 in forza ad un progetto che, redatto dai tecnici della Sovrintendenza, è stato poi realizzato, con il patrocinio dalla maison Fendi, grazie all’iniziativa ‘Fendi for Fountains‘. Nel dettaglio, con il progetto ‘Fendi for Fountains’, diretto dalla Sovrintendenza Capitolina e patrocinato da Fendi, è stato possibile restaurare e ristrutturare la facciata centrale della Fontana e la statua di Oceano per un finanziamento complessivo di 2,5 milioni di euro, tramite donazione, che ha previsto pure il restauro del complesso di quattro fontane storiche della Capitale.

Durante i lavori, inoltre, i turisti hanno comunque potuto visitare la Fontana di Trevi grazie all’allestimento di un suggestivo ponte panoramico. Dopo 17 mesi di lavori, la Fontana di Trevi a Roma è stata poi inaugurata il 3 novembre del 2015. La Fontana di Trevi, che spicca per la sua scenografica monumentalità, è stata oggetto di un importante lavoro di restauro e di conservazione anche nell’anno 1998 quando la fontana venne prima ripulita, e poi ammodernata procedendo, tra l’altro, pure alla sistemazione dell’impianto idraulico.

Come arrivare alla Fontana di Trevi

Per arrivare alla Fontana di Trevi, prendendo la metropolitana, la fermata di riferimento è quella ‘Barberini’ Linea A. Dopo essere scesi basterà incamminarsi a piedi lungo Via del Tritone per poi entrare all’incrocio di Via della Stamperia che è quella da imboccare. Ancora qualche minuto a piedi e sarete arrivati alla Fontana di Trevi, mentre per chi prende il bus la fermata di riferimento è quella di Via del Tritone dalla quale a piedi, come sopra detto, occorre poi svoltare all’incrocio per Via della Stamperia.

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