Il Ponte Scaligero è uno dei ponti più importanti della città di Verona (per non dire addirittura Il ponte).

Il suo vero nome in realtà è Ponte di Castelvecchio ed è un magnifico esempio di come l’architettura del tempo fosse già a livelli davvero altissimi.

Un ponte che ebbe un grandissimo ruolo durante le battaglie e le guerre, una via di salvezza per i cittadini di Verona.

Insomma un ponte che ha davvero mille storie da raccontare e che ora ti porteremo a scoprire in tutte le sue sfaccettature e caratteristiche.

Ponte Scaligero: un po’ di storia

Prima di tutto partiamo con il farti conoscere un po’ la sua storia.

Una storia davvero ricca di avvenimenti e di momenti particolarmente importanti che segnarono non solo la vita di Verona ma, in alcuni casi, anche la vita di tutta l’Italia.

La costruzione del Ponte Scaligero risale al lontano 1354. Non si sa molto su chi lo abbia progettato, anche se da un documento storico sembra che sia stata opera dell’architetto Guglielmo Bevilacqua. Si sa però che fu costruito durante la signoria di Cangrande II Della Scala.

Ti chiederai il perché della sua importanza, per quanto riguarda le varie guerre, di cui abbiamo parlato prima.

Devi sapere che il Ponte Scaligero fu costruito come via di fuga verso la campagna. Una via di fuga, questa, davvero ingegnosa e che molte volte fu anche una vera e propria strategia durante le diverse guerre.

Il Ponte Scaligero subì anche numerosi danni durante la sua storia, in particolar modo durante la Seconda Guerra Mondiale in cui venne fatto saltare dai tedeschi.

Questo dato ti può far capire anche l’importanza che il ponte aveva durante le guerre.

Vista la grande importanza del ponte per la vita e la storia di Verona, subito dopo la fine delle Seconda Guerra Mondiale si decise di ricostruirlo. I lavori cominciarono già alla fine del 1945 e durano circa fino al 1951.

Dal 1870 il suo uso esclusivo per battaglie e guerre cessò dando vita così ad un ponte finalmente percorribile anche a piedi.

Da allora cittadini e turisti possono passeggiare ed attraversare il fiume Adige ammirando il fantastico panorama.

 

Ponte Scaligero: la sua struttura

Ora che hai un po’ più chiara la sua storia sei pronto per approfondire anche la struttura del Ponte Scaligero.

Il ponte è lungo 101,84 metri e la sua struttura si sviluppa in tre arcate ben definite.

In primis ti possiamo dire che la simmetria non è di certo la caratteristica principale di questo ponte. Questo dato però non è frutto di poca conoscenza o professionalità da parte dell’architetto che lo ha progettato, è invece frutto di un attento studio affinché il ponte fosse una via di fuga la più efficace e veloce possibile.

Inoltre una diversa ampiezza delle arcate e dei vari piloni era necessaria anche per il diverso andamento della corrente dell’acqua del fiume Adige.

Se ti metterai ad osservarlo da lontano potrai notare anche ad occhio nudo questa diversità tra un’arcata e l’altra, e potrai inoltre anche notare come sia più in discesa verso la sponda sinistra, ovvero verso la parte della campagna.

Una struttura tutta studiata per la salvaguardia della popolazione.

 

Ponte Scaligero: i suoi materiali

Altra nota importante va fatta verso i materiali utilizzati per costruire questo ponte.

Infatti devi sapere che proprio grazie ai materiali è possibile ripercorrere un po’ della sua storia vista la presenza di materiali e caratteristiche di ogni diversa epoca.

Possiamo dirti che per la maggior parte è costituito da mattoni in cotto e pietre bianche del luogo. Vi sono però elementi interessanti da conoscere.

Infatti vi sono alcuni capitelli che hanno un chiaro cenno all’epoca romana che ha segnato fortemente anche l’architettura del tempo.

I materiali diversi creano un susseguirsi di toni chiari e scuri che danno a tutto il ponte un aspetto davvero unico e magnifico.

Non c’è quindi da stupirsi se molti registi ed artisti hanno scelto proprio questo luogo come sfondo delle loro opere d’arte.

Arcate, merli, capitelli corinzi danno vita ad un ponte che rappresenta uno degli esempi più grandi di tutta l’architettura italiana del passato.