A Napoli c’è un’arteria viaria del centro antico che è una delle più importanti del capoluogo campano, e che divide nettamente la città antica tra il nord e il sud. Questa importante arteria viaria viene comunemente chiamata Spaccanapoli, il decumano inferiore che insieme al decumano maggiore ed al decumano superiore sono le tre strade principali che attraversavano l’antica Neapolis, in tutta la loro lunghezza, in epoca greca.

Spaccanapoli in tre parti

Negli anni Spaccanapoli è stata oggetto di tanti cambiamenti a livello urbanistico, dall’epoca romana al Rinascimento e fino ad arrivare ai giorni nostri potendo storicamente suddividere l’arteria viaria in tre parti: la parte iniziale, quella centrale e poi il tratto finale del decumano inferiore. Nel dettaglio, il tratto iniziale di Spaccanapoli è rappresentato da Piazza del Gesù Nuovo, simbolo del centro storico di Napoli, rispetto alla parte centrale rappresentata da via San Biagio dei Librai, ed il tratto finale rappresentato da via Giudecca Vecchia.

A partire dal XVI secolo, pur tuttavia, via Spaccanapoli presenta il tratto iniziale più lungo in quanto parte dalla cima dei Quartieri Spagnoli, ovverosia da via Pasquale Scura per poi passare alla parte centrale dell’arteria viaria che inizia con l’incrocio di via Toledo, e che va ad interessare non solo San Biagio dei librai, ma anche le vie Maddaloni, Domenico Capitelli e Benedetto Croce, mentre il tratto finale è quello che arriva al quartiere Forcella.

Edifici e luoghi di culto a Spaccanapoli

Lungo Spaccanapoli è possibile ammirare tutta una serie di palazzi e di luoghi di culto di rilevante importanza in quanto rappresentano i centri della cristianità napoletana, dalla Chiesa di Santa Maria ad Ogni Bene dei Sette Dolori alla Chiesa di Santa Maria del Presidio e passando per il Complesso di Santa Maria dello Splendore, Palazzo Carafa di Maddaloni, Palazzo Pandola, Palazzo Mazziotti, Palazzo delle Congregazioni, Chiesa di Santa Marta, Chiesa del Gesù Nuovo, Palazzo Filomarino, Casa Professa dei Padri Gesuiti, Basilica di Santa Chiara, Chiesa di Gesù Redentore e San Ludovico d’Angiò, Palazzo di Sangro di Casacalenda, Chiesa di San Domenico Maggiore, Palazzo Pinelli, Chiesa di Sant’Angelo a Nilo, Palazzo Venezia, Palazzo Petrucci, Chiesa di Santa Maria Assunta dei Pignatelli.

Ed ancora il Palazzo Tufarelli, Palazzo Pignatelli di Toritto, Palazzo Carafa della Spina, la Chiesa di San Biagio Maggiore, Palazzo Saluzzo di Corigliano, Chiesa di San Nicola a Nilo, Palazzo De Sangro di Vietri, Monte di Pietà, Palazzo Carafa di Montorio, Chiesa di San Giorgio Maggiore, Palazzo Diomede Carafa, Palazzo Marigliano, Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo, Chiesa delle Crocelle ai Mannesi, Chiesa di San Gennaro all’Olmo, Chiesa di Sant’Agrippino a Forcella.  Lungo Spaccanapoli c’è pure un’importante scultura, rappresentata dalla Statua del dio Nilo, e due obelischi, ovverosia l’Obelisco di San Domenico e l’Obelisco dell’Immacolata.

Spaccanapoli, le Chiese più importanti

Tra i monumenti indicati quelli che presentano a livello storico ed artistico una rilevante importanza sono, tra gli altri, la chiesa del Gesù Nuovo, quella di Santa Chiara e quella San Domenico Maggiore. In particolare, la chiesa del Gesù Nuovo, che è stata completata nel Settecento, spicca per la sua splendida facciata rinascimentale ed è ricordata pure in quanto viene custodito il corpo di Giuseppe Moscati divenuto santo nel 1987. La basilica di Santa Chiara si trova di fronte alla chiesa del Gesù Nuovo ed ospita, tra l’altro, anche la tomba della dinastia dei Borbone, mentre la chiesa di San Domenico Maggiore è nota in quanto fu un luogo dove insegnarono e studiarono importanti filosofi come San Tommaso d’Aquino, Tommaso Campanella e  Giordano Bruno.

Spaccanapoli vista dall’alto

Complessivamente, tra arte, storia, cultura e tradizione napoletana, Spaccanapoli si compone di ben sette strade che dividono il centro storico della città con una precisione che è quasi geometrica. I turisti, per fotografare Spaccanapoli dall’alto, possono salire sulla sommità della collina del Vomero potendo ammirare un panorama mozzafiato da Castel San’Elmo oppure dalla Certosa di San Martino.

Per i turisti percorrere Spaccanapoli significa addentrarsi in una zona che è tra le più vivaci ed animate della città potendo tra l’altro visitare i negozi di artigianato locale, i bar, i locali notturni ed anche le pasticcerie e le botteghe d’arte presepiale che, in particolare, si trovano nell’adiacente via San Gregorio Armeno. Spaccanapoli, quindi, è una via che in realtà non esiste ma che a Napoli individua quel lungo tratto, composto da un insieme di strade, che tra modernità e tradizione rappresenta l’eco di una storia tra l’incessante vociare, le attività commerciali ed un patrimonio artistico che è di elevato valore storico ed architettonico.

Come visitare Spaccanapoli

Visitare Spaccanapoli significa non solo aver voglia di camminare e voglia di scoprire, ma anche tanto amore per la cultura e per la storia lungo un percorso dove si incontrano bellissima chiese, e dove mangiare almeno un dolce napoletano, fermandosi in una pasticceria, è il minimo che si possa fare. In particolare, è da assaggiare la pastiera napoletana meglio se è quella fatta sul luogo che si può mangiare tiepida. E per quel che riguarda l’area dei presepi, quella di via San Gregorio Armeno, è bene ricordare che sono presenti tanti scultori che, oltre a vendere le statuette del presepe, realizzano pure su richiesta delle statuette personalizzabili.

Lo scrittore, poeta e giornalista italiano Stanislao Nievo sul decumano inferiore scrisse che ‘Nel mezzo della città si apre via Spaccanapoli, un rettilineo di più di un chilometro, stretto e vociante, che divide in due l’enorme agglomerato. È il cuore di questa babele della storia. Qui visse e morì Benedetto Croce’.

Il sottosuolo cavo di Spaccanapoli

Spaccanapoli è bella in superficie ma è altrettanto interessante pure nel sottosuolo in quanto questo è cavo. Già negli anni ’50, non a caso, la GeoMed riportò alla luce ben 28 pozzi d’acqua ostruiti da materiale rappresentato, tra l’altro, dai resti di palazzi che crollarono dopo i pesanti bombardamenti che Napoli subì durante la Seconda Guerra Mondiale nel 1943. E’ stato poi il Centro Speleologico Napoletano, nel 1970, a censire lungo Via Tribunali ben 15 nuovi pozzi dei quali solo tre si trovano nell’area sottostante la chiesa di Santa Maria della Pace.

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